Descrizione
Il vino “Principe Spinelli” è un Cirò, sicuramente uno tra i più importanti vini prodotti dall’azienda Tenuta Iuzzolini. è un vino rosso, fermo e secco, vinificato da uve Gaglioppo nel contesto delle tipologie previste dalla denominazione, e la cantina Tenuta Iuzzolini produce circa 65000 bottiglie del vino “Principe Spinelli”.
Rubino con riflessi porpora, il sorso del vino è caratterizzato in due parti, l’entrata è morbida, ma al finale è dedicato ad una freschezza che lo rende assai beverino ed una piacevole sapidità che invita a bere.
Sicuramente per il rapporto qualità prezzo è tra i migliori della regione. Pronto da bere subito, ottimo con primi e risotti con salse rosse, carni rosse, salumi e formaggi stagionati.
LA CANTINA
Storico fondatore dell’azienda è Fortunato Iuzzolini che insieme con la moglie Giovanna Colicchio hanno trasferito ai loro figli, Diego, Pasquale, Antonio e Rosa, l’amore e la passione per la propria terra dando vita, nel lontano 2004, alla Tenuta Iuzzolini.
La Tenuta si estende su una superficie di circa 500 ettari di cui, 100 ettari coltivati a vigneto a coltura specializzata, 50 ettari in uliveto secolare, 100 ettari a seminativo e la restante parte composta da pascoli e boschi per il bestiame allevato allo stato brado.
Nella tenuta attualmente vengono coltivate tre varietà di vitigni autoctoni calabresi Greco Bianco, Gaglioppo e Magliocco e altre varietà di vitigni tra cui Pecorello, Cabernet Sauvignon, Chardonnay e Merlot.La cantina produce ben tredici tipologie di vino, ognuno con una sua particolare caratteristica, un passito, lo spumante e due grappe per un totale di circa 1.200.000 bottiglie.
Gli obiettivi principali dell’azienda sono: recupero e valorizzazione dei vitigni autoctoni calabresi; innovazioni tecnologiche nel rispetto delle tradizioni produttive e dell’ambiente; realizzazione di grandi vini destinati al canale della ristorazione e delle enoteche.
Il connubio storico culturale è per i titolari motivo di approfondimento delle radici, per capire meglio il passato e migliorare il futuro attraverso i giovani, i veri pilastri di una società sana ed evoluta, a partire dalla cultura del “ciò che è stato”.





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